FABBRICHE GIARDINO

I PAESAGGI DI PRADA
Le “fabbriche giardino” di Montevarchi, Montegranaro e Valvigna

Il Gruppo Prada predilige l’acquisto e la rigenerazione di fabbriche esistenti rispetto alla costruzione di nuovi spazi, chiamando a collaborare maestri dell’architettura, a garanzia che gli interventi non rappresentino un consumo del territorio, ma una valorizzazione del paesaggio.

Belle come ville, le “fabbriche giardino” di Prada sono edifici abilmente modulati in un delicato equilibrio tra ciò che si mostra e ciò che si nasconde, tra prossimità e lontananza, attenti all’immagine verso l’esterno, ma soprattutto alla qualità percepita degli interni.

Gli edifici “introversi” hanno giardini nascosti come chiostri medievali, pergolati, spazi segreti di accoglienza e armonia, ma anche aperture inattese verso paesaggi lontani capaci di regalare piacere estetico.

La visione di Patrizio Bertelli sulle “fabbriche giardino”
pensate per il benessere dei lavoratori

«La scelta prioritaria è quella di integrare la parte architettonica con il territorio. La qualità può nascere solo dalla qualità dell’ambiente di lavoro.»

Patrizio Bertelli

OFF

GUIDO CANALI RACCONTA LE FABBRICHE

“Spero sia evidente, specie a chi tali fabbriche percorre al vero, che sono state pensate anzitutto in funzione di chi deve starci dentro. Per contribuire ad alleviare lo stress quotidiano di molte centinaia di persone. Enunciato che parrebbe ovvio, ma che è spesso disatteso quando si è più impegnati a celebrare se stessi e ad autoreferenziarsi, che a mettersi pazientemente nei panni di chi, di fatto, quegli spazi dovrà utilizzare.

Obiettivo dunque del nostro inseguire l’architettura non già l’eccesso e la stravaganza, ma il dialogo attento con un territorio che ormai è quasi ovunque degradato o contaminato.

Mi piace anche pensare che, nella pluridecennale pratica architettonica per prada, abbiamo condiviso il massimo impegno per il corretto costruire, anche nei dettagli, pur trattandosi di edifici per la produzione.

Sempre tenendo fede a rigorosi principi di funzionalità, produttiva e di razionalità, e ricorrendo a materiali quasi poveri, a vestire però edifici in cui non si rinuncia alla ricchezza degli spazi né alla qualità dell’architettura.

Ma contemporaneamente offrono quella che Le Corbusier definiva “passeggiata architetturale”, cioè un percorso di intensa qualità emotiva.

Mi auguro che, in ciascuno dei tre stabilimenti, i visitatori, ma soprattutto coloro che ci faticano, possano cogliere, oltre all’efficienza funzionale di rito, e al rispetto per il lavoro di tutti, anche quel plus di felicità spaziale che di solito è premessa dell’autentica architettura.

E così non solo a Valvigna, ma anche a Montevarchi e Montegranaro, particolarmente nelle aree destinate a fruizione collettiva, come atrii, vicoli interni, patii verdi, uffici”.

Testi dal volume: “Guido Canali Architetture per Prada” a cura e book design di Italo Lupi, 2018

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