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    Discipline

    12 febbraio 2026

    UN FILM DI MONA FASTVOLD

    Un austero collegio del nord Italia. La foschia dell’alba. L’edificio pare disabitato, chiuso e freddo. Si distinguono due figure sveglie nello stesso letto: una è una bambola a grandezza naturale, l’altra il suo burattinaio dal volto coperto da una maschera bianca. Nel dormitorio, vi sono altre coppie identiche. Iniziano la giornata vestendosi. È la routine quotidiana, che richiede disciplina. La macchina da presa segue l’Abito Principale, durante il tempo del gioco, la minestra a pranzo, l’ispezione della Direttrice, culminando in una scena estatica di rottura, estasi e trasformazione liberatoria. Nasce una ragazza.

    “Discipline”, diretto dalla regista norvegese Mona Fastvold, è il 31° episodio di Miu Miu Women’s Tales, la serie di cortometraggi che invita le più profonde e originali registe contemporanee a indagare vanità e femminilità nel XXI secolo.

    Nel descrivere come è nato “Discipline”, Mona spiega: “Volevo raccontare una storia che nascesse da uno dei capi di collezione. Avevo questo bellissimo abito per una mia conferenza stampa, e poiché l’ho indossato in un ambiente in cui mi sentivo nervosa, indossare quel capo è stato un po’ come una corazza per me.” Nel film, la regista ha scelto di usare bambole per esplorare la separazione tra il privato di una donna e il modo in cui si presenta al mondo in pubblico.
    Le bambole rappresentano un’estensione del sé. La regista ha coinvolto la coreografa Celia Rowlson Hall forte della sua esperienza nel raccontare storie incentrate sulle donne e con cui condivide una lunga storia di amicizia e collaborazione professionale (anche regista del 14° episodio di MMWT), per sperimentare e dare forma a qualcosa di libero e creativo.

    Il film esplora l’essere ragazze come una performance imposta di costumi di scena, prima ancora che l’identità individuale si formi. Attraverso i capi della collezione Miu Miu Primavera/Estate 2026, Mona rappresenta la femminilità come insieme di cura e costrizione, esplorando come l’intimità tra ragazze e abiti diventi un teatro già scritto. L’abbigliamento funziona come rito e controllo, dettando il movimento prima ancora che si sviluppi la consapevolezza di sé. Come dice Mona, “L’abbigliamento non è mai neutro. È costume, controllo, rituale”.

    La celebrazione del femminile coesiste con limiti ornamentali. Corpi che imparano coreografie che non hanno mai acconsentito a provare, seguendo regole invisibili scolpite nel tessuto e nei gesti. Tutto questo rispecchia il suo approccio al film-making, che lei contrappone allo stereotipo eroico del regista maschio: “Una volta diventata regista, ho capito che, per me, l’archetipo più corretto per questo lavoro è quello della madre multitasking”. E aggiunge che “Potresti non sapere ancora chi sei, ma sai come sei destinata a muoverti.” Le donne seguono una coreografia, interpretano dei ruoli, finché qualcosa dentro di loro non oppone resistenza: “In quel piccolo cambiamento sta la libertà”. Con la colonna sonora astratta di Daniel Blumberg, “Discipline” medita sulla forma e sulla ribellione femminile espressa attraverso l’esperienza vissuta anziché attraverso la rabbia, individuando la libertà in gesti minimi di rifiuto: la lotta continua della giovane donna per diventare sé stessa mentre il mondo la osserva, in attesa di scoprire quale sia il costume più adatto.

    Con estrema precisione, Mona spiega che il nuovo cortometraggio per Women’s Tales presenta “Una ragazza che si fa strada nel mondo, finalmente visibile, ancora incompiuta”.

    Mona Fastvold è una regista e attrice norvegese candidata al premio Oscar®, nota per la sua narrazione ambiziosa e incentrata sui personaggi. Il suo ultimo film, “Il testamento di Ann Lee”, è un musical storico di ampio respiro con Amanda Seyfried nel ruolo della fondatrice del movimento religioso Shaker nel XVIII secolo. Con canzoni originali del collaboratore premio Oscar® di “The Brutalist” Daniel Blumberg, ispirate agli inni Shaker, il film evoca lo stile estatico del culto del movimento. Seyfried ha ricevuto una nomination ai Golden Globe, con Variety che ha definito il film “straordinariamente ambizioso”. In precedenza, Fastvold ha diretto “Il mondo che verrà” (2020), vincitore del Queer Lion, con Katherine Waterston e Vanessa Kirby. Collabora frequentemente anche con il suo partner Brady Corbet, con il quale è stata co-sceneggiatrice di “L’infanzia di un capo”, “Vox Lux” e “The Brutalist”; ricevendo una nomination all’Academy Award® per quest’ultimo.

    Il nuovo episodio di Mona Fastvold per Women’s Tales è stato presentato in anteprima al Village East by Angelika a New York il 12 febbraio 2026.
    Il cortometraggio è disponibile sui canali digitali di Miu Miu.
    “Discipline” sarà visibile in streaming su MUBI in tutto il mondo a partire dal 13 marzo, 2026.

    About Miu Miu Women’s Tales

    Nel corso di oltre 15 anni e con quasi 29 episodi unici, Miu Miu Women’s Tales è riconosciuta come la più affermata serie di short movies commissionati e diretti da registe acclamate. Ogni episodio rappresenta un mondo affascinante, significativo, abitato dalle immaginazioni idiosincratiche delle donne. Miu Miu Women’s Tales è un progetto che con il tempo si è evoluto ed arricchito, rispecchiando il cambiamento e la crescita del panorama cinematografico femminile moderno. Miu Miu ha invitato le registe a celebrare la femminilità del XXI secolo con uno sguardo critico, offrendo completa libertà di esprimersi attraverso la loro visione creativa. I capi Miu Miu fanno da contrappunto alla storia raccontata in ciascun episodio. Nel corso della serie, le collezioni Miu Miu diventano a loro volta dei veri e propri protagonisti, accanto a rinomate attrici e talenti. Attraverso Women’s Tales si estende l’impegno di Miuccia Prada per una cultura inclusiva nell’ambito del cinema: un’esplorazione seria ma giocosa delle idee in continua trasformazione sulla femminilità, che lei stessa ha indagato con Miu Miu per oltre 30 anni. Le Tale creano nuovi ruoli e immagini di donne che potenziano e riflettono il nostro tempo, attorno ai quali una comunità appassionati di diverse generazioni sta riscoprendo il cinema nell’era post-cinema. Citando le parole di Miuccia Prada, “Con Women’s Tales abbiamo avviato un dialogo tra donne, sulle donne.”

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