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    PRADA HOME

    16 aprile 2026

    CHAWAN CABINET
    BY THEASTER GATES

    Milano, 16 aprile — Prada presenta Chawan Cabinet, una mostra dell’artista Theaster Gates. Al suo centro si dispiega una collezione di ceramiche e forme cerimoniali: oggetti pensati per accompagnare il nostro stare insieme, per richiamare il gesto del rito, da custodire e onorare nel tempo, più che semplicemente da osservare.

    Il progetto nasce da una relazione di lunga data tra l’artista americano Theaster Gates e Prada, fondata su una sensibilità condivisa per l’intelligenza del sapere artigianale, la profondità culturale, l’interiorità degli spazi domestici e cerimoniali, e un impegno costante verso la sperimentazione.

    Ideata e curata da Gates, la selezione riunisce un insieme di opere che dissolvono il confine tra arte e oggetto. I suoi lavori instaurano un dialogo intimo con quelli realizzati da un gruppo scelto di ceramisti giapponesi e suoi interlocutori: Taira Kuroki (Kyoto, Japan), Yuichi Hirano (Tokoname, Japan), Shion Tabata (Karuizawa, Japan) e Koichi Ohara (Tokoname, Japan).

    A queste opere si affancano forme scultoree su grande scala prodotte nello studio di Theaster Gates, integrate nell’installazione e capaci di costruire una narrazione spaziale coesa. Una selezione della collezione Prada Home estende la riflessione e il dialogo tra funzione, forma e ritualità del quotidiano.

    Tra le prime tecnologie elaborate dalla creatività umana, la ceramica custodisce una serena permanenza. È recipiente per nutrire, contenere, condividere; ma soprattutto conserva la memoria del gesto e la traccia dell’elemento primario: il fuoco. Nessun pezzo è identico all’altro. Ognuno reca in sé variazioni impercettibili, impronte del tempo, presenze dell’autore. Qui, la ceramica non si offre come lusso, ma come strumento essenziale per abitare il mondo con intenzione e bellezza.

    Al cuore del progetto è la chawan, la ciotola da tè centrale nella cultura giapponese. Più che un oggetto funzionale, è un gesto: un invito a entrare in relazione con la sua forma e la sua superficie in modo consapevole, attento, quasi reverenziale. La chawan è espressione di ospitalità, un’offerta che trasmette cura, rispetto e presenza.

    Accanto, il yunomi, la tazza da tè quotidiana, introduce un’altra temporalità. Meno formale, più immediata, appartiene al ritmo dei giorni: ripetizione, abitudine, quieta familiarità. Se la chawan è rito, il yunomi è continuità. Il guinomi, la coppa da sakè, e il tokkuri, la bottiglia, estendono questo lessico alla dimensione sociale: passati di mano in mano, trasformano il gesto in un atto condiviso, rafforzando legami di fiducia e prossimità. In tutte queste forme, l’oggetto diventa catalizzatore dell’incontro, tramite sensibile attraverso cui le relazioni prendono vita.

    Il dialogo di Prada tra ricerca intellettuale e innovazione materiale trova qui una nuova estensione nello spazio domestico, inteso come campo di scambio e di relazione. La collaborazione unisce mondi distinti ma affini: il design italiano, le tradizioni artigianali giapponesi e la pratica artistica e sociale di Theaster Gates.

    Spostando l’attenzione dal possesso all’esperienza, dall’esposizione all’uso, dall’oggetto alla relazione, Chawan Cabinet apre infine a una riflessione più ampia: sul modo in cui abitiamo, ci incontriamo, e su come, attraverso forma, ripetizione e sperimentazione, anche i gesti più umani e i recipienti più semplici possano acquisire profondità, significato e presenza.

    INSIDE THE CHAWAN CABINET SPACE

    Chawan Cabinet si dispiega come un ambiente che evoca un paesaggio domestico giapponese, silenzioso e raccolto: intimo, tattile, essenziale. Gli oggetti non sono semplicemente esposti, ma inscritti in una continuità di gesti e rituali, invitando a uno sguardo rallentato, a un incontro più consapevole.

    Lo spazio incoraggia la sospensione, l’osservazione ravvicinata, l’attenzione alla materia, e l’immaginazione delle storie, del lavoro, e della maestria che ogni pezzo racchiude. Questa disposizione è già dichiarata sulla soglia, dove un unico oggetto, esposto in vetrina, introduce una pausa, una cesura rispetto al flusso urbano circostante.

    All’interno, l’atmosfera si raccoglie in una presenza materica più densa, attraversata da un senso di introspezione silenziosa. Piastrelle in ceramica, sviluppate da Theaster Gates in collaborazione con Mizuno Seitoen Lab, manifattura giapponese basata a Tokoname, radicano lo spazio, mentre le pareti, trattate con un intonaco grezzo e terroso ispirato a tecniche vernacolari giapponesi, introducono una qualità tattile, quasi primordiale. Insieme, questi elementi definiscono un ambiente in deliberato contrasto con la neutralità levigata del retail convenzionale.

    La composizione spaziale è ridotta all’essenziale, articolata attraverso pochi gesti precisi. Al centro, un lungo tavolo in legno di recupero — eco delle superfici di lavoro degli studi di Theaster Gates a Chicago — si offre al tempo stesso come supporto espositivo e luogo di scambio. Lungo un lato, un sistema modulare in metallo accoglie un’accumulazione stratificata di oggetti, evocando la memoria come processo di sedimentazione. Al cuore di questa struttura, una nicchia verde ospita una selezione della collezione Prada Home, realizzata in Giappone.

    L’allestimento rifiuta gerarchie e ordini prescritti, dissolvendo le tassonomie rigide dell’esposizione commerciale a favore di una logica più intuitiva, più umana, dove imperfezione e irregolarità diventano parte integrante della composizione.

    Sulla destra, si sussegue una sequenza di ambienti più raccolti. Il primo è definito da un cabinet appartenente alla collezione personale di Theaster Gates, presenza simbolica che condensa la sua riflessione su archivio, memoria e domesticità, e che dà nome al progetto. Gli scaffali accolgono chawan provenienti dal suo 1,000 tea bowl project — una ricerca dedicata alla ripetizione della forma e alla sperimentazione chimica degli smalti — dove gradienti espressivi sulle superfici offrono una lettura contemporanea di una forma rituale affinata nel tempo da generazioni di artigiani. Una struttura più essenziale, realizzata in Giappone, prosegue il dialogo tra tradizione artigianale e chiarezza formale.

    Nel cortile interno, una tea house introduce un ulteriore livello di senso. Ispirata ai principi dell’architettura giapponese — dal modulo del tatami all’uso di materiali autentici e accuratamente selezionati — si configura come spazio di rito e di cerimonia. Qui, le tradizionali cerimonie del tè, guidate da un maestro giapponese, si offrono come inviti e possibilità di esperienza, più che come rappresentazioni. Il giardino circostante, composto da ghiaia, vegetazione e forme scultoree di Theaster Gates, estende questa atmosfera in un paesaggio esterno di calma e contemplazione.

    Un’ultima, sottile dimensione è introdotta dal suono. Un giradischi d’epoca, collocato nello spazio, accompagna il tempo della visita. Anche questo elemento richiede cura: il personale è invitato a interagirvi come farebbe in un contesto domestico. Theaster Gates, da sempre attento alla relazione tra suono e percezione dello spazio, privilegia il calore analogico del vinile: la sua profondità tonale, le sue imperfezioni minime, la sua capacità di costruire atmosfera.

    THEASTER GATES

    Theaster Gates è un artista il cui lavoro attinge dal formalismo concettuale, dalla scultura, dalla teoria dello spazio, dalla land art e dall'arte dello spettacolo. Con una formazione da scultore e urbanista, Gates affronta nel suo lavoro il concetto di «spazio nero» (Black space) come esercizio formale, definito dal desiderio collettivo, dall’azione artistica e da tattiche pragmatiche.

    Dal 2004, anno in cui ha studiato l’arte ceramica a Tokoname, in Giappone, il rapporto con l’argilla è un nodo centrale della sua pratica. L’argilla per Gates è una metafora della sua abilità di modellare il mondo, di estendere alla mente l’intelligenza della mano, la maestria artigianale: è proprio questo che celebra nelle sue opere recenti, collegando le pratiche concettuali alla creazione fisica. La plasticità dell’argilla gli dà la possibilità di attraversare epoche e influenze culturali alla ricerca di forme articolate e sfaccettate, per poi tornare alle forme più semplici, a recipienti che trovano posto nel contesto dell’arte contemporanea, e riscoprire il potere generativo dell’artigianato.

    Theaster Gates ha esposto in numerose città, comprese mostre personali presso: Smart Museum of Art, Chicago (2025); Albuquerque Foundation, Sintra, Portogallo (2025); Mori Art Museum, Tokyo (2024); Contemporary Art Museum Houston (2024); Fondazione LUMA, Arles (2024 e 2023); New Museum, New York (2022); Serpentine Pavilion, Londra (2022); Frederick Kiesler Foundation, Vienna, (2022); Whitechapel Gallery, Londra (2021); Victoria & Albert Museum, Londra (2021); TANK Shanghai (2021); Prada Rhong Zhai, Shanghai (2021); Spelman College Museum of Fine Art, Atlanta (2020); Tate Liverpool, Regno Unito (2020); Haus der Kunst, Monaco di Baviera (2019); Walker Art Center, Minneapolis (2019); Martin Gropius Bau, Berlino (2019); Palais de Tokyo, Parigi (2019); Fondazione Prada, Milano (2018); Kunstmuseum, Basilea (2018); Sprengel Museum, Hannover (2018); National Gallery of Art, Washington, DC (2017); Art Gallery of Ontario, Toronto (2016); Fondazione Prada, Milano (2016); Kunsthaus Bregenz, Austria (2016); Museum of Contemporary Art, Chicago (2013); Whitechapel Gallery, Londra (2013); Seattle Art Museum, Washington, DC (2011); Museum of Contemporary Art, Los Angeles (2011); Milwaukee Art Museum, Wisconsin (2010); St. Louis Art Museum, Missouri (2010).

    Gates è stato insignito di numerosi premi e lauree honoris causa, tra cui il MOCA Legend Award (2025); la Guggenheim Fellowship (2025); il 39° premio del Consiglio culturale mondiale (2024); l’Isamu Noguchi Award (2023); il Frederick Kiesler Prize for Architecture and the Arts (2021); il Royal Institute of British Architects (2021); il World Economic Forum Crystal Award (2020); il J. C. Nichols Prize for Visionaries in Urban Development (2018); il Nasher Sculpture Prize (2018); lo Sprengel Museum Kurt Schwitters Prize (2017) e l’Artes Mundi 6 Prize (2015). È stato artista residente presso l’American Academy in Rome (2020) ed è membro dell’American Academy of Arts and Letters dal 2021.

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