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Il Gruppo Prada riparte nel polo produttivo toscano

30 aprile 2020

Introdotto un severo protocollo di sicurezza per i dipendenti grazie alla collaborazione con l’ospedale Careggi di Firenze

Terranuova Bracciolini e Milano, 30 aprile 2020 - Il Gruppo Prada è ripartito dal 20 aprile 2020 con un’apertura parziale del proprio polo produttivo toscano richiamando al lavoro circa 300 addetti delle divisioni di pelletteria, abbigliamento e calzature nelle sedi aretine.  

La ripresa delle attività, preventivamente comunicata alle autorità locali, riguarda i reparti di prototipia e campionario indispensabili per l’avanzamento delle collezioni.

A seguire, hanno riaperto parzialmente le unità tecnico-industriali in Umbria, Marche e Veneto e da ultimi i laboratori di collezione e campionario della sede di Milano.

Il rientro è avvenuto con la messa in atto di tutte le misure di tutela contro il contagio da COVID-19, applicando scrupolose precauzioni per la salvaguardia della salute dei dipendenti.

Come previsto dal protocollo interno sulla sicurezza siglato tra l’azienda, i rappresentanti dei lavoratori sulla sicurezza, il medico coordinatore e il servizio Salute e Sicurezza, le misure prevedono orari ridotti, articolati su più turni, per consentire un accesso scaglionato alle sedi e il distanziamento corretto delle postazioni di lavoro di circa due metri.

In ingresso, ogni giorno i dipendenti sono sottoposti al monitoraggio della temperatura e vengono loro forniti gli strumenti di protezione personale (guanti e mascherine), da indossare per l’intera durata del turno di lavoro. Flaconi di gel igienizzanti sono posizionati in prossimità di tutte le postazioni e gli ambienti sono sanificati due volte al giorno. Nelle prime settimane di riapertura, come misura di cautela, sarà sospeso il servizio mensa.

Inoltre, il Gruppo Prada è la prima azienda italiana a introdurre un protocollo di sicurezza all’avanguardia che prevede di effettuare un duplice screening ai propri dipendenti grazie alla collaborazione già concordata con l’ospedale Careggi di Firenze.

Il protocollo sarà applicato alle sedi toscane attualmente in funzione e si prevede di estenderlo nelle prossime settimane presso tutte le sedi delle altre regioni italiane.

Da martedì 28 aprile a tutti i dipendenti sarà effettuato, in locali dedicati, il test sierologico da parte di un’equipe di infermieri specializzati. Ai soggetti positivi, sarà anche effettuato il test virale, sempre sul posto. Il test sierologico sarà eseguito su base mensile all’intera popolazione aziendale, senza al momento prevedere un termine temporale specifico per la cessazione dell’attività di rilevazione. 

I costi di questa impegnativa operazione diagnostica saranno interamente sostenuti dall’azienda: in questa prima fase si stima un totale di circa 1000 rilevazioni settimanali, a regime il numero sarà decisamente più elevato. In caso di positività, l’azienda estenderà il sistema di doppie rilevazioni anche ai familiari dei dipendenti.

È allo studio la possibilità che il test virale possa essere richiesto dai dipendenti su base volontaria con maggiore frequenza.

Inoltre, sono stati definiti degli accordi commerciali con Menarini Diagnostics per la fornitura dei test sierologici rapidi e con un’azienda leader mondiale nel settore della diagnostica molecolare per la fornitura di kit reagenti per gli ospedali, al fine di acquistare direttamente i materiali senza gravare sugli stock e le forniture della sanità pubblica.

Patrizio Bertelli, Amministratore Delegato del Gruppo Prada, ha dichiarato: “In questa situazione di emergenza non ci siamo chiesti solo quando riaprire gli stabilimenti produttivi, ma innanzitutto come riaprirli preservando la salute dei nostri collaboratori, mantenendoli al riparo dal contagio. Ci siamo quindi avvalsi da subito della consulenza di strutture sanitarie di eccellenza e di qualificate aziende farmaceutiche per individuare quanto di più performante fosse attualmente disponibile in campo medico per ottenere l’obiettivo di salvaguardia della salute degli addetti e di contenimento del virus. L’introduzione delle misure di prevenzione indentificate ci consente ora di riprendere con fiducia l’attività produttiva in Toscana e, in prospettiva, di estendere questi protocolli agli stabilimenti e alle sedi delle altre regioni, per la loro riapertura”.  

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